Alberto Dessì MUSIC Website

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Ciao, mi chiamo Alberto Dessì e sono un ragazzo della provincia di Ravenna, anno 1984.
Tra i miei interessi vi è quello di suonare più di uno strumento.
Ho creato questo sito per condividere online le mie conoscenze ed esperienze in campo musicale, riguardanti soprattutto il mondo della chitarra elettrica, con lo scopo di aiutare i visitatori del mio sito a comprendere meglio questo strumento e farsi un'idea più chiara su tutto ciò che ne deriva: pedalini, amplificatori, casse, ecc..

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Boss

Boss VB-2W Vibrato Waza Craft - RECENSIONE

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Voto: 4/5 - Effetto non molto utilizzato ma di qualità

boss vb 2w vibrato waza craft 350Il Boss VB2W è la riedizione del famoso pedale della Boss VB2 Vibrato, prodotto negli anni '80 e che attualmente risulta molto ricercato e costoso. Per fortuna la Boss, grazie alle edizioni Waza Craft, sta facendo uscire nuovamente tutti quei pedali vintage che a modo loro hanno un po' contribuito a fare la storia della musica negli ultimi decenni.

Il VB2W possiede quattro controlli e per spiegare per bene il funzionamento di almeno tre di essi paragonerò l'effetto all'utilizzo della leva fisica collegata ai ponti mobili di alcune chitarre. Il vibrato alla fine non è altro che lo stesso effetto, ma tramite l'utilizzo del pedale avremo più possibilità di personalizzazione e una resa del suono diversa.
Il potenziometro Rate ci permette di regolare la velocità di modulazione del vibrato, in pratica con che velocità muoviamo la leva fisica nei ponti mobili. Il potenziometro Depth regola l'intensità di modulazione, ovvero quanto pesantemente spingiamo e tiriamo la leva fisica del ponte mobile. Il potenziometro Rise Time regola invece l'intervallo di tempo necessario affinché si raggiunga il massimo effetto vibrato che abbiamo regolato, nel momento in cui il pedale viene acceso, paragonabile a noi che iniziamo lievemente a muovere la leva per poi aumentare sempre di più fino a raggiungere l'intensità che desideriamo.
L'ultimo controllo è uno switch a tre posizioni con funzioni particolari e difficilmente si ha occasione di utilizzarlo: posizionato su Latch fa funzionare il pedale esattamente come siamo abituati, premendo su di esso si attiva la funzione on e off. Posizionato su Bypass evita che il segnale della chitarra passi attraverso il pedale, una sorta dell'attuale true Bypass e quindi dovrebbe bypassare anche il buffer interno della Boss. Perché tutto ciò? Essendo la riedizione di un pedale degli anni '80 probabilmente la Boss provò ad inserire questa funzione "innovativa", attualmente potrebbe essere utilizzata quando dobbiamo suonare una lunga serie di brani dove l'effetto vibrato non serve e vogliamo proprio escluderlo dalla catena dei pedali. Infine la posizione UnLatch permette di tenere l'effetto vibrato attivo solo mentre si mantiene premuto il pedale, nel momento che si solleva il piede l'effetto viene disattivato, in questo caso è importantissimo impostare un giusto valore di Rise Time altrimenti si rischia che il vibrato si inneschi troppo tardi e non riesca a raggiungere il suo massimo livello prima di essere disattivato nuovamente.

Questa nuova versione del VB2 presenta uno switch a due posizioni che il pedale originale non possedeva: la posizione "S" (Standard) riproduce esattamente il suono del vecchio pedale, molto soft, mentre la posizione "C" (Custom) rende invece l'effetto vibrato molto più presente e penetrante, più moderno. Sempre in confronto all'originale, il VB2W possiede anche una ulteriore entrata jack vicino a quella dell'input della chitarra, denominata Depth: se ad essa colleghiamo un pedale di espressione possiamo controllare tale funzione in tempo reale, senza dover chinarci per spostare con le dita l'omonimo potenziometro!
Il pedale può essere alimentato tramite batteria interna a 9 volt oppure tramite alimentatore esterno sempre a 9 volt ed ha un assorbimento di 35 mA (l'originale ne assorbiva solo 8,5 ma è un piccolo dettaglio perché anche 35 risultano essere veramente pochi).

behringer uv300 ultra vibrato 350Tutti i pedali Waza Craft risultano essere non molto a buon mercato, il prezzo del VB2W nel 2019 si aggira intorno ai 200 euro mentre ogni tanto si riesce ad essere anche molto fortunati riguardo gli usati. Il VR2 originale invece attualmente si riesce a reperire usato dai 200 euro in su. Vi è però in commercio un clone veramente fedele e iper economico: il Behringer UV300 Ultra Vibrato. Solitamente non consiglio di acquistare pedali della Behringer perché non mi piacciono e sono famosi per avere un preamplificatore pessimo. Riguardo il Vibrato invece, paragonando i pedali direttamente, posso affermare che i due effetti risultano praticamente identici e impossibili da distinguere in un test al buio. L'Ultra Vibrato, essendo il clone del pedale originale Boss, non presenta il selettore a due vie S - C e nemmeno l'entrata jack per potergli collegare un pedale di espressione ma a mio parere non è una grande mancanza visto il prezzo di qualche decina di euro. Ovviamente il Behringer è fatto di plasticaccia e fisicamente risulta essere molto delicato.
Un'altra alternativa un po' più costosa è il Mooer Mod Factory che al suo interno incorpora diversi tipi di modulazioni tra cui l'effetto vibrato, anche se devo ammettere che a questo preferisco di gran lunga uno degli altri due.

Il Boss Vibrato è un pedale veramente piacevole da utilizzare: alla chitarra aggiunge quel velo di qualità in grado di migliorare fortemente gli arpeggi ed enfatizzare le armonie ma ovviamente non è da utilizzare in molti pezzi altrimenti può iniziare ad infastidire. Accoppiato al Boss DD7 Digital Delay o con il suo fratello minore DD3 la qualità del suono aumenta ancora notevolmente.

Recensione del pedale Boss CH-1 Super Chorus

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Voto: 3/5 - Chorus essenziale ma di qualità.

boss ch1 super chorus 350Il Boss CH1 Super Chorus è uno degli effetti più famosi della Boss, nonché uno dei chorus più piaciuti e utilizzati di sempre. Prodotto a partire dall'anno 1989 e tutt'oggi in produzione, deve la sua fama alla sua semplicità d'uso e alla sua qualità sonora. Possiede quattro potenziometri: E.Level regola il livello di miscelazione tra il suono pulito e quello effettato; EQ regola i toni del chorus; Rate regola la velocità dell'effetto e Depth ne regola lo spessore. Il Super Chorus possiede anche due uscite jack, così da poter ottenere un ottimo effetto stereo se collegato a due diversi amplificatori.
Gli esemplari di questo pedale, prodotti prima del 1997, devono essere alimentati tramite alimentatore esterno a 12 volt, mentre quelli prodotti dopo tale periodo possono essere collegati tranquillamente a un classico alimentatore a 9 volt con assorbimento a 15 mA. Entrambe le versioni possono ovviamente essere alimentate tramite batteria interna a 9v.

Non sono un grande amante dell'effetto chorus ma devo dire che con il Super Chorus mi sono divertito molto, è semplicissimo da usare e possiede un suono caldo, trasparente e low noise e grazie a queste caratteristiche riesce a lavorare tranquillamente anche con il basso e con le tastiere. Tramite le sue regolazioni puoi decidere di aggiungere un effetto impercettibile fino ad arrivare a una modulazione molto marcata, impossibile da non essere notata. Da non sottovalutare la possibilità di uscire dal pedale tramite due differenti jack e quindi poter utilizzare l'effetto stereo.
Devo ammettere che dopo aver utilizzato un po' questo pedale mi è venuta voglia di inserirlo in pedaliera! Quando l'ho utilizzato con una Stratocaster ho riconosciuto subito un sound quasi identico quello che aveva John Frusciante in alcuni brani di quando suonava nei Red Hot Chili Peppers, una figata! In più in molti consigliano di acquistare questa versione al posto del più recente Boss CE5 Chorus Ensemble, perché pare essere più freddo.

In conclusione mi sento di consigliare il Super Chorus sicuramente agli amanti di questo tipo di modulazione e anche a chi vuole iniziare a inserire nei propri pezzi questo effetto spendendo poco senza rinunciare alla qualità: attualmente infatti questo pedale si riesce a reperire usato intorno ai 50 euro.

Recensione del pedale Boss OD-1 OverDrive

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Voto: 3/5 Buon overdrive vintage ma niente di più

boss od1 overdrive 350Il Boss OD1 OverDrive è stato il primo pedale compatto prodotto dalla Roland con la sua nuova linea Boss, nonché il primo pedalino overdrive mai creato!! Il pedale è stato immesso sul mercato nel 1977 ed è fuori produzione dal 1985 anche se negli ultimi anni ha visto la luce il nuovo Boss OD-1x Overdrive, rivisitazione moderna di questo antico pedale ma in versione digitale.

Il pedale possiede due semplici controlli, il Level che permette di regolare il volume dell'effetto quando è inserito, e Over Drive che regola invece il grado di saturazione del segnale. Manca quindi il potenziometro dei toni, introdotto in tutte le versioni successive e diventato uno standard su tutti i pedali overdrive e distorsioni. Questo è uno dei tanti pedali Boss che per funzionare richiede il vecchio alimentatore Boss ACA, ovvero una alimentazione a 12 volt che viene poi ridotta internamente dal pedale a 9v tramite una resistenza e un diodo, vecchia strategia che veniva utilizzata quando gli alimentatori si vendevano prevalentemente sbilanciati. Esistono comunque molti escamotage per riuscire a far funzionare al meglio questi vecchi pedali, ti consiglio dunque di leggere la guida che ho scritto a riguardo. Il Boss OD1 Overdrive può quindi essere alimentato tramite batteria interna a 9 volt oppure tramite alimentatore esterno a 12 volt con assorbimento a 4 mA.

Questo pedale, essendo il primo overdrive mai creato, secondo la logica dovrebbe costare una valanga di soldi ma invece è possibile riuscire a reperirlo usato intorno ai 150 - 200 euro, nulla a che vedere con i prezzi dei primi Big Muff che attualmente raggiungono anche i 1000 euro. Questo è dovuto al fatto che effettivamente non è un grande overdrive e molti altri pedalini Boss sono veramente superiori in termini di prestazioni e qualità del suono, e anche relativamente economici.

boss od1x overdrive 350Il sostituto odierno di questo overdrive è il Boss OD3 Overdrive, provvisto ovviamente del potenziometro dei toni. Questo pedale a confronto possiede più volume in output, un po' più di gain e in generale sembra essere più aggressivo del suo predecessore. Ho saltato invece il paragone con il Boss OD2 Turbo Overdrive perché quest'ultimo risulta veramente molto più aggressivo e con carattere diverso dalla linea di sound dell'OD1 e dell'OD3, mantenendo comunque la possibilità di ottenere un soft overdrive anche con esso. Anche in confronto al Boss SD1 Super Overdrive (pedale che adoro) siamo su due piani diversi.

In conclusione, il Boss OD1 OverDrive è un buon pedale, fornisce un overdrive abbastanza soft e dinamico, ma niente di più. Ci sono sicuramente in commercio dei pedali migliori e di prezzo molto più contenuto. Personalmente il fatto che l'OD1 non possegga il potenziometro dei toni è una cosa che non riesco proprio a mandar giù e per questo non me la sento di consigliare l'utilizzo di questo pedale.

Recensione del distorsore Boss HM-3 Hyper Metal

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Voto: 2/5 - Distorzione metal limitata unicamente a questo genere musicale.

boss hm3 hyper metal 3Il Boss HM3 Hyper Metal è una distorsione high gain orientata verso il suono metal, proprio come ne suggerisce il nome. Il pedale è stato immesso sul mercato nel 1993 ed è fuori produzione dal 1998. Possiede 4 potenziometri: Level, che regola il volume generale della distorsione, Color Mix Low per regolare le frequenze medio-basse, Color Mix High per regolare le frequenze medio-alte e Dist per regolare l'incremento del gain. Gli esemplari di questo pedale, prodotti prima del 1997, devono essere alimentati tramite alimentatore esterno a 12 volt, mentre quelli prodotti dopo tale periodo possono essere collegati tranquillamente a un classico alimentatore a 9 volt con assorbimento a 10 mA. Entrambe le versioni possono ovviamente essere alimentate tramite batteria interna a 9v.
Questo genere di distorsioni non mi ha mai convinto molto a causa della loro nativa spinta verso gli alti; non si riescono infatti a regolare i toni in maniera decente per poter utilizzare il pedale in generi non metal. Se si decide invece di utilizzare una chitarra con accordatura in Do le frequenze diventano un po' più gestibili, ma comunque non si riesce a evadere da quel genere musicale. Il suo suono rappresenta la tipica distorsione che si può ascoltare in molti album Black Metal, Death Metal, Gothic, Power, ecc.
Dal vivo questi pedali non riescono a bucare il mix in maniera accettabile e vengono sommersi dalle frequenze della batteria, a meno che non si ecceda col livello di volume. Avendo iniziato il mio percorso chitarristico proprio con un pedale simile ho avuto grandissimi problemi a far sentire il mio strumento nei primi live con i miei amici, fino a che non ho deciso di acquistare il mitico Boss SD1 Super Overdrive, che di sua natura crea una saturazione molto più soft, di tutt'altro genere.

Il Boss Hyper Metal non ha avuto una vita longeva, la sua produzione infatti è terminata nel 1998, lasciando invece sul mercato il suo predecessore, il Boss MT-2 Metal Zone. In confronto a quest'ultimo, l'Hyper Metal è un po' meno zanzaroso e un po' più presente sulle basse frequenze, fattori che me lo fanno piacere di più del Metal Zone perché a mio avviso lo rendono un po' più "versatile".
Se sei un musicista metal ti consiglio di provarlo anche perché si riesce a reperire usato da internet intorno ai 50 euro, in alternativa puoi andare a provare il Metal Zone in un negozio di musica e ricordare le differenze che ho elencato. Se invece cerchi qualcosa di meno devastante ti consiglio di leggere il mio articolo relativo a le migliori distorsioni per chitarra.

Recensione del pedale Boss LS-2 Line Selector

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Voto: 4/5 - Signal Router dalle mille possibilità

boss LS2 Line SelectorIl Boss LS2 Line Selector è uno dei pedali Boss più utilizzati, soprattutto dai bassisti, per gestire il routing del segnale del proprio strumento. Il pedale è stato immesso sul mercato nel 1991 ed è attualmente ancora in produzione e ha come caratteristica quella di fornire due loop di effetti separati e ben 6 diverse modalità di gestione.
A disposizione abbiamo un input, un output, 2 send e 2 return. Sulla parte frontale sono presenti tre potenziometri: due ci permettono di regolare individualmente i volumi di uscita di ogni singolo loop, mentre tramite il terzo possiamo selezionale la modalità di loop che andremo ad utilizzare. Per maggiore chiarezza sono stati inseriri due led, uno rosso e uno verde, che accendendosi indicano quale loop sitamo utilizzando. Gli esemplari di questo pedale, prodotti prima del 1997, devono essere alimentati tramite alimentatore esterno a 12 volt, mentre quelli prodotti dopo tale periodo possono essere collegati tranquillamente a un classico alimentatore a 9 volt con assorbimento a 25 mA. Entrambe le versioni possono ovviamente essere alimentate tramite batteria interna a 9v. In caso di alimentazione tramite cavo esterno, il Line Selector possiede anche un pin a cui collegare un cavo che permette di fornire alimentazione ad altri pedali.

Le sei possibili modalità di routing del segnale sono:

  1. A <-> B: Tramite questa modalità si possono alternare i Loop A e B, quindi il pedale non può essere bypassato e si deve obbligatoriamente scegliere in quale dei due loop passare.
  2. A <-> BYPASS: Alterna il Loop A al bypass, quindi potremmo scegliere di passare solo tramite il Loop A, oppure scegliere di bypassare il pedale.
  3. B <-> BYPASS: Alterna il Loop B al bypass, quindi potremmo scegliere di passare solo tramite il Loop B, oppure scegliere di bypassare il pedale.
  4. -> A -> B -> BYPASS ->: Premendo il pedale, inseriremo in sequenza e singolarmente il Loop A, il Loop B e il Bypass.
  5. -> A + B -> BYPASS ->: Premendo il pedale alterneremo il mix tra i due loop (mix regolabile tramite i due potenziometri descritti precedentemente) oppure il Bypass.
  6. Output Select: Premendo il pedale potremo selezionare in sequenza da quale output uscire, ovvero tramite l'uscita Output, Send A o Send B.

Uno dei veri punti di forza di questo pedale è la possibilità di poter cambiare rapidamente le modalità di routing tra una canzone e l'altra, soprattutto durante un live, così da poter avere una grandissima libertà in caso di utilizzo di molti pedali. Per esempio, nella ipotetica canzone numero 6 della nostra scaletta avremo necessità di utilizzare solo il loop B o il segnale pulito, allora imposteremo la modalità 3. Nella canzone seguente invece ci servirà il blend tra i due loop e a seguire avremo bisogno del segnale pulito, allora imposteremo la modalità 5, e così via. Di conseguenza risulta essere una delle soluzioni migliori per risolvere problemi di routing e loop, calcolando anche che da usato si può tranquillamente acquistare sui 70 euro.
Riguardo i chitarristi, un ottimo utilizzo del Line Selector potrebbe essere quello di inserire in uno dei suoi loop tutta la sezione overdrive / distorsioni: personalmente mi è capitato più volte di utilizzare booster, distorsore e compressore tutti insieme e di dover passare al volo a un riff pulito, in questi casi capita di dover letteralmente saltare sopra i pedalini per disattivarli il più velocemente possibile. Inserendoli in uno dei loop del Line Selector è sufficiente premere su di lui per bypassarli all'istante e ottenere al volo il segnale pulito.

Il Boss LS2 Line Selector è spesso presente nelle pedaliere dei bassisti per il fatto che questo strumento necessita di mantenere sempre un po' di segnale pulito quando si utilizzano pedali come distorsori o fuzz, come il Sovtek Big Muff V8 nero, che comprimono e tagliano molte frequenze. In questa maniera possono impostare un buon blend tra segnale effettato e pulito e ottenere un suono bello effettato ma con tutte le frequenze pulite sempre presenti. La modalità Output Select è utilissima nel caso utilizzassimo dal vivo più amplificatori mentre la modalità -> A -> B -> BYPASS ci permette di poter collegare al pedale tre diversi strumenti e poterli alternare tra una canzone e l'altra tramite una semplice pressione del pedale.

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