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07 Ottobre 2025

Voto: 4/5 - Synth vecchio stile con sonorità particolari

L'Akai Deep Impact SB1 è un sintetizzatore per basso, o bass synth, ormai fuori produzione e ricercatissimo in tutto il mondo. Da molti è considerato uno dei migliori synth per basso mai realizzati, sebbene sia monofonico e con un tracking non ottimale se paragonato ai nuovi pedali digitali dei nostri tempi. Al suo interno possiamo trovare 9 effetti distinti, alcuni dei quali unici di questo pedale (vedi Dark Bubble), ognuno personalizzabile tramite un selettore a 11 posizioni con cui è possibile modificare 10 parametri specifici.

Con il Deep Impact abbiamo a disposizione 9 banchi di memoria, chiamati generalmente preset, in cui possiamo memorizzare uno dei 9 effetti presenti nel pedale e personalizzarlo attraverso 10 diversi parametri. Le posizioni del selettore sono in realtà 11, ma l'ultima serve per scegliere il numero dell'effetto da editare. I parametri di personalizzazione sono veramente tanti e alcuni sono fondamentali, tra cui Note On e Note Off, indispensabili per far rendere al massimo il Deep Impact in base al basso che stiamo utilizzando. Una volta selezionato il parametro da modificare (per esempio Decay), agiremo sul potenziometro Preset per impostare un valore da 1 a 9 in base al nostro gusto; il pedale salverà poi automaticamente le modifiche.

Gli altri due potenziometri a disposizione sono Input Level, per regolare il livello del segnale in entrata nel pedale, provvisto anche di tre LED colorati che ci indicano visivamente la potenza del segnale in arrivo, e Output Level, per regolare il volume di uscita.

Il pedale possiede due footswitch: Program Up, che permette di scorrere i preset memorizzati senza attivarli, e On/Off, che attiva il preset su cui ci siamo fermati oppure mette il pedale in bypass. È inoltre possibile collegare tramite ingresso jack un altro footswitch di terze parti per avere a disposizione la funzione Program Down, cosa a mio avviso assolutamente superflua. Il Deep Impact è true bypass grazie a un relè interno e per funzionare necessita di un'alimentazione esterna da 9 V e 180 mA, con spinotto in stile pedali Boss e centro negativo.

È bene specificare che esistono diverse versioni del Deep Impact, nelle quali il circuito interno presenta alcune differenze. Io ne ho potute identificare due: una in cui il circuito appare saldato normalmente e un'altra in cui sono chiaramente visibili diverse resistenze e altri componenti saldati a mano sul circuito stampato, quasi come una sorta di correzione della prima versione.

Un altro modo per distinguere queste versioni, evitando di smontare il pannello inferiore del pedale per visionarne il circuito, è osservare l'etichetta posta a lato del potenziometro che seleziona i preset: se l'etichetta nera mostra la lista dei preset selezionabili numerati da 1 a 9 saremo in possesso della prima versione, mentre se troveremo alcune scritte che descrivono brevemente le caratteristiche del pedale (programmable synth, true bypass e altro) saremo invece in possesso della seconda.

Gli effetti contenuti nel Deep Impact sono:

  1. DARK BUBBLE: è sicuramente l'effetto più gettonato del Deep Impact e ricorda il suono di sintetizzatore tipico di una tastiera. È stato utilizzato per incidere la linea di basso principale nella canzone Time Is Running Out dei MUSE e questo ha contribuito a rilanciarne la fama. Da notare che il suono dell'effetto cambia in base al livello del segnale in entrata. Nel caso dei MUSE il livello è stato impostato al massimo!
  2. HARDCORE: filtro simile a Dark Bubble ma con più corpo.
  3. KITAROH BASS: effetto in stile Moog con un leggero envelope filter.
  4. BRIGHT SYNTH: un suono di synth più aperto e brillante, che mette in evidenza le frequenze alte rispetto ai preset dal carattere più scuro.
  5. BRATS: ha un timbro più nasale e squillante, che può ricordare vagamente gli ottoni sintetici delle tastiere.
  6. FAT BOTTOM: punta soprattutto sulle frequenze basse, con un suono profondo e corposo che si presta a dare più peso alle linee di basso.
  7. MAJESTY: è uno dei suoni più particolari del pedale: ampio, oscillante e quasi da colonna sonora di fantascienza, soprattutto quando si lasciano risuonare le note.
  8. HOT SPACE: un suono elettronico dal carattere spaziale, più adatto a creare un'atmosfera insolita che a imitare il timbro naturale del basso.
  9. HICCUPS: ha un carattere più scattoso e irregolare, interessante per linee ritmiche ed effetti sonori fuori dal comune.

Questo pedale, per poter lavorare al meglio, è vincolato dalla trasparenza del segnale che riceve: il segnale deve infatti essere pulito, altrimenti si avvertiranno diversi sfarfallii nell'effetto scelto, causati da un tracking non corretto delle note. Risulta quindi consigliabile posizionarlo tra i primi pedali della catena. Possiamo comunque aiutarlo posizionando un compressore prima di esso.

L'Akai Deep Impact è un synth veramente valido, su cui i bassisti difficilmente possono evitare di posare gli occhi, soprattutto se fan dei MUSE, visto che è presente nella pedaliera di Chris Wolstenholme da una vita. Il prezzo di mercato di questo pedale è ormai veramente alto, anche se rivenderlo allo stesso prezzo di acquisto non risulta particolarmente difficile. È sicuramente da provare almeno una volta nella vita!

Se invece volessi utilizzare un synth/filter più economico, potresti optare per il Digitech Bass Synth Wah, di dimensioni standard e con sette effetti molto carini al suo interno.