Recensione del pedale Line 6 Echo Park
Voto: 3/5 - Tanti delay interessanti, ma il calo di volume pesa
Il Line 6 Echo Park è un pedale che raccoglie sonorità delay vintage e moderne in un formato più compatto rispetto al celebre Line 6 DL4, utilizzato da moltissimi musicisti, tra cui Matthew Bellamy dei Muse.
L'Echo Park offre 11 funzioni per creare diversi tipi e ritmi di delay, personalizzabili attraverso quattro potenziometri e due switch. Con MIX regoliamo il rapporto tra suono originale e ripetizioni; con REPEAT decidiamo quante ripetizioni ottenere, da una sola fino a un effetto che continua senza fermarsi; con TIME regoliamo l'intervallo tra una ripetizione e l'altra. Nella maggior parte delle impostazioni si va da 53 millisecondi fino a 2,5 secondi, usando il tap tempo. MOD aggiunge una modulazione alle ripetizioni, diversa a seconda della timbrica scelta. L'ultima manopola permette invece di selezionare funzioni come Swell, Slap, Ping Pong e Reverse.
Il primo switch sceglie la timbrica delle ripetizioni: TAPE richiama gli echi a nastro, con ripetizioni che diventano progressivamente più scure; DIGITAL offre echi più nitidi; ANALOG riproduce il carattere più caldo e scuro dei delay analogici. Il secondo switch, TRAILS, permette di lasciar svanire le ripetizioni anche dopo aver spento l'effetto, senza troncarle bruscamente. Premendo leggermente il footswitch possiamo inoltre impostare il tempo del delay con il piede; premendolo fino in fondo attiviamo o disattiviamo l'effetto.
Il pedale ha due ingressi e due uscite jack, quindi può essere utilizzato in stereo, ma funziona tranquillamente anche in mono. Non è true bypass e può essere alimentato con una batteria da 9 V oppure con un alimentatore compatibile da 9 V; il manuale indica un assorbimento massimo di 100 mA.
L'Echo Park è un pedale davvero valido e offre molti delay interessanti: anche il chitarrista più smanettone potrebbe trovare parecchio con cui divertirsi. Oggi si trova sul mercato dell'usato. Possiede anche lo Swell, uno dei miei effetti preferiti: alza gradualmente il volume del suono, eliminando l'attacco della nota. Qui, però, secondo me non è riuscito benissimo; preferisco quello del Boss SG-1 Slow Gear o del Line 6 POD 2.0. Mi piace invece la possibilità di impostare molte ripetizioni e poi alterarle ruotando TIME: il delay cambia intonazione e deforma in modo curioso la melodia che sta ripetendo.
Come gli altri pedali della serie ToneCore, l'Echo Park è modulare: il modulo verde che contiene l'effetto si può rimuovere dalla base del pedale. Se a guastarsi è proprio il modulo, questa struttura permette di sostituirlo senza cambiare anche la base; se il problema riguarda la base, cambiare il modulo non basta.
Purtroppo l'Echo Park ha anche due difetti che per me pesano parecchio. Il primo è il peso elevato, sorprendente per un pedale di queste dimensioni. Il secondo è più serio: quando lo attivavo, riscontravo un calo del volume generale dello strumento. È un problema che ho notato anche con altri pedali Line 6 e che, nel mio caso, limitava l'utilità dell'Echo Park nonostante i suoi molti suoni. Per intervenire sull'elettronica interna occorre rivolgersi a un tecnico, ma non darei per scontato che una modifica risolva il problema in ogni configurazione.
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