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Recensione del pedale Line 6 DL4 Delay Modeler

| Alberto Dessì

Voto: 3/5 - Un insieme di fantastici delay, ma con qualche problema di progettazione

Line 6 DL4 Delay Modeler originaleIl Line 6 DL4 è uno dei delay più famosi in circolazione. È stato utilizzato da moltissimi bassisti, pianisti e chitarristi, tra cui Matthew Bellamy dei MUSE. In questa recensione parlo del DL4 originale, non del successivo MkII. È un pedale digitale che offre 15 tipi di delay, dai più classici ai più particolari, e un looper con cui registrare fino a 14 secondi.

Sul pannello troviamo sei manopole. Cinque servono a regolare l'effetto: Delay Time imposta il tempo delle ripetizioni, Repeats ne regola il numero, da una sola ripetizione fino a farle continuare all'infinito, mentre Tweak e Tweez cambiano funzione a seconda del delay selezionato. Con Mix decidiamo quanto suono originale e quanto suono effettato ascoltare. La sesta manopola permette di scegliere il tipo di delay.

Il DL4 ha quattro switch. Nei primi tre possiamo salvare altrettanti suoni con le regolazioni che preferiamo, per poi richiamarli con un piede durante i pezzi. Il quarto è il Tap Tempo: premendolo a ritmo possiamo sincronizzare le ripetizioni con ciò che stiamo suonando. Sul retro ci sono due ingressi e due uscite per usare i delay in stereo, oltre all'ingresso per un pedale di espressione, utile per modificare i parametri in tempo reale. Il looper, invece, registra in mono, anche quando si utilizzano entrambi gli ingressi.

L'alimentazione è meno comoda di quella di molti altri pedali: il DL4 originale prevede un alimentatore 9V AC, cioè a corrente alternata, oppure quattro batterie di tipo C da inserire nel vano inferiore. Non va collegato alla cieca a un comune alimentatore 9V DC da pedaliera, come quelli usati per molti pedali Boss. Esistono alimentatori DC specifici dichiarati compatibili da Line 6, ma bisogna verificare con attenzione tensione e caratteristiche prima di usarli.

È possibile scegliere tra true bypass, che esclude il circuito quando spegniamo l'effetto ma interrompe subito le ripetizioni, e bypass alternativo, che lascia svanire naturalmente la coda del delay anche dopo aver disattivato il pedale.

I delay presenti nel Line 6 DL4 sono:

  1. Tube Echo, basato sul Maestro EP-1, un'unità a nastro con circuito valvolare del 1963.
  2. Tape Echo, basato sul Maestro EP-3, versione a transistor dell'Echoplex.
  3. Multi-Head, basato sul Roland RE-101 Space Echo, con diverse testine di riproduzione del nastro.
  4. Sweep Echo, effetto originale Line 6 che parte dal suono dell'EP-1 e aggiunge un filtro in movimento alle ripetizioni.
  5. Analog Echo, basato sul Boss DM-2, delay analogico.
  6. Analog Echo w/ Mod, basato sull'Electro-Harmonix Deluxe Memory Man, delay analogico con modulazione chorus sulle ripetizioni.
  7. Lo Res Delay, ispirato ai primi delay digitali: permette di ridurre la risoluzione del suono per ottenere ripetizioni più ruvide e sgranate.
  8. Digital Delay, delay digitale dal suono più definito, con controllo dei toni.
  9. Digital Delay w/ Mod, delay digitale che aggiunge un chorus alle ripetizioni.
  10. Rhythmic Delay, utile per impostare il ritmo delle ripetizioni scegliendo diversi valori musicali, come le terzine.
  11. Stereo Delays, con tempi e ripetizioni regolabili separatamente sui due canali: un suono che richiama anche certe parti di The Edge, chitarrista degli U2.
  12. Ping Pong, delay stereo in cui le ripetizioni rimbalzano da un canale all'altro.
  13. Reverse, che riproduce al contrario ciò che suoniamo, richiamando certe sperimentazioni di Jimi Hendrix e dei Beatles.
  14. Dynamic Delay, basato sul TC Electronic 2290: tiene più basse le ripetizioni mentre suoniamo e le fa emergere nelle pause.
  15. Auto-Volume Echo, che unisce il delay a un effetto swell, facendo entrare gradualmente il volume di ogni nota.
  16. Loop Sampler, con cui possiamo registrare e ripetere un riff lungo fino a 14 secondi.

Nella famiglia dei delay Line 6 di quel periodo troviamo anche due pedali che vale la pena ricordare accanto al DL4:

  • Line 6 Echo Park: la versione compatta che ho recensito qui, più piccola e con meno possibilità.
  • Line 6 DL4: il pedale descritto in questa recensione.
  • Line 6 Echo Pro: unità a rack con funzioni MIDI, ormai fuori produzione.

Line 6 DL4 associato al suono di Matthew Bellamy dei MUSEIl DL4 originale offriva una scelta di delay davvero ampia e, quando lo cercavo usato, riuscivo a trovarlo intorno ai 120-150 euro. Matthew Bellamy lo utilizza fin dal 1999; nei tour ha utilizzato anche la versione a rack. Tra gli effetti del DL4 c'è poi l'Auto-Volume Echo, con il mio amatissimo effetto swell. È quel suono in cui la nota entra gradualmente, quasi fosse suonata con un arco. Qui, però, secondo me non è ricreato particolarmente bene: continuo a preferire lo swell del Boss SG-1 Slow Gear o del Line 6 Pod 2.0.

Il Line 6 DL4 è un delay eccezionale. L'ho usato per qualche tempo mentre cercavo quello definitivo e, quanto a scelta dei suoni, al suo interno trovavo praticamente tutto ciò di cui avevo bisogno. Mio malgrado, però, l'ho venduto. Quando attivavo il mio esemplare avvertivo un abbassamento del volume generale dello strumento: nella mia pedaliera era troppo evidente per far finta di niente. È un peccato, perché senza quel problema probabilmente non me ne sarei liberato. Misteri della vita.

Se anche tu riscontri un calo di volume, prima di affidare il pedale a un tecnico vale la pena provare il bypass alternativo: Line 6 lo indica come possibile soluzione. Esistono anche modifiche eseguite da tecnici specializzati per intervenire sul pedale e, in alcuni casi, aggiungere uno switch per richiamare più preset. Se invece tieni il delay sempre acceso, il problema del salto di volume tra effetto inserito e disinserito potrebbe pesarti meno. Io, però, avevo bisogno di attivarlo e spegnerlo durante i pezzi: per quanto mi piacessero i suoi delay, quel compromesso non riuscivo ad accettarlo.

Aggiornamento: il Line 6 DL4 MkII

Nel 2022 Line 6 ha sostituito il DL4 originale con il DL4 MkII. La nuova versione mantiene i suoni del primo modello e aggiunge altri delay, un looper più capiente e diverse modalità di bypass. Line 6 dichiara anche un percorso analogico per il suono non effettato: sono cambiamenti interessanti, soprattutto considerando il problema di volume che mi aveva spinto a vendere il mio DL4. Non ho però provato l'MkII, quindi non posso dirti se quel difetto sia stato effettivamente risolto. Il voto e le impressioni di questa recensione riguardano soltanto il modello originale.

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