Recensione del pedale Electro Harmonix Micro POG
Voto: 4/5 - Octaver compatto e di qualità

L'Electro-Harmonix Micro POG è un octaver molto affidabile, versione compatta ed essenziale della famiglia POG, utilizzabile sia con chitarra che con basso. Possiede tre potenziometri: Dry per regolare il volume del segnale pulito, Sub Octave per quello dell'ottava bassa e Octave Up per quello dell'ottava alta. Rispetto al POG 2, offre meno possibilità di personalizzazione, ma è anche più immediato da utilizzare. Il pedale è digitale e polifonico, quindi permette di applicare l'effetto anche agli accordi, senza essere limitati alle note singole.
Il Micro POG dispone di un bypass bufferizzato e viene venduto con il proprio alimentatore da 9,6 V DC e 200 mA; l'assorbimento dichiarato è di 180 mA. Il box in metallo è dello stesso formato di quello del Bass Big Muff e possiede due uscite jack: Effect Out, dalla quale esce il segnale miscelato secondo le regolazioni dei tre potenziometri, e Dry Out, che restituisce separatamente il segnale originale dello strumento, non effettato ma bufferizzato. Quest'ultima è utile per inviare il suono pulito a un secondo amplificatore o a una catena di effetti dedicata, mentre dall'altra uscita si possono gestire le ottave.
Il Micro POG è un pedale molto amato da chitarristi e bassisti e le sue caratteristiche principali sono sicuramente la compattezza e la qualità del suono. L'ottava bassa permette di dare più corpo a riff e linee melodiche, oppure di avvicinare la chitarra al registro del basso. Miscelando invece l'ottava alta al segnale pulito si possono ottenere sonorità che richiamano una chitarra a dodici corde o un basso a otto corde. Per ottenere un suono da organo, invece, non è così adatto come il POG 2, che offre più ottave e controlli specifici per modellare il timbro e l'attacco delle note.
Un altro punto di forza è il tracking preciso anche su accordi e arpeggi, che rende il Micro POG interessante per chi vuole utilizzare le ottave anche nelle parti di accompagnamento. Si contrappone al Boss OC-2 Octave, un octaver vecchio stile spesso preferito dai bassisti per il suo suono analogico. Capita comunque di vederli entrambi nella stessa pedaliera, perché producono ottave dal carattere molto diverso e possono trovare spazio in parti differenti dello stesso repertorio.
Il limite principale è la possibilità di intervenire soltanto sul volume delle tre voci: mancano un controllo di tono dedicato, le doppie ottave, la regolazione dell'attacco e le memorie presenti sul POG 2. Per cambiare suono bisogna quindi agire manualmente sui potenziometri. Questa semplicità è però anche uno dei suoi pregi: se cerchi un octaver di qualità, compatto e facile da regolare, senza la necessità di programmare preset o modellare nel dettaglio le ottave, il Micro POG rimane una scelta molto valida.
Tra i suoi utilizzatori troviamo anche Jonny Buckland, chitarrista dei Coldplay!
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