Recensione del pedale Zvex FAT Fuzz Factory

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Voto: 4/5 - Fuzz grintoso ma difficilmente controllabile

zvex fat fuzz factory 350

Il pedale Zvex Fat Fuzz Factory è l'evoluzione del più famoso fuzz di casa Zvex. Come già specificato nella recensione del Fuzz Factory standard, questo pedale non è per tutti in quanto crea un suono molto potente e difficilmente gestibile in confronto a come siamo abituati generalmente. Il Fuzz Factory non è altro che un Fuzz Face modificato ma di fatto si allontana tantissimo dal suono di quest'ultimo tanto che molto spesso potrebbe sembrare di stare suonando un sintetizzatore!
Come lo stesso costruttore ha scritto sul manuale, i nomi assegnati ai potenziometri sono stati scelti in base a al parametro dove sembra che essi abbiano più controllo, in realtà ogni potenziometro modifica vari parametri all'interno del pedale quindi la cosa migliore da fare è smanettare un po' con i controlli e capire personalmente come ognuno di essi modifichi il suono del pedale.
L'unica differenza dalla la versione classica è la presenta dello switch Sub Octave a tre posizioni che dà una vera e propia marcia in più al pedale. Essa permette di modificare lo spessore del suono, da qui l'aggettivo "Fat". Questo switch può anche servire come regolazione dei toni se notiamo che il fuzz suona troppo sugli alti in base alla regolazione dell'amplificatore. Il suono viene pesantemente influenzato dalla posizione di questo switch e quindi è quasi come avere a disposizione tre fuzz diversi in un'unico pedale, che può essere alimentato tramite batteria interna oppure tramite il classico alimentatore esterno a 9V con assorbimento inferiore ai 10 mA.

Tramite il Fat Fuzz Factory si possono ottenere tantissimi suoni di fuzz completamente diversi tra di loro: dal fuzz high-gain a quello stile radiolina tascabile, al velcro-fuzz e synth fuzz.. La difficoltà sta nel riuscire a gestirli perché il pedale è veramente molto capriccioso: spesso mi capita di trovare il suono troppo presente sulle medio-alte quando invece lo preferirei più presente sui bassi e l'assenza di un potenziometro per regolare i toni si fa sentire, in più tra una prova e l'altra può capitare che il suono che ci piaceva moltissimo la settimana precedente ora suoni malissimo senza un'apparente ragione.. questo perché il pedale è veramente suscettibile a qualunque cosa, anche al segnale elettrico che gli viene fornito per alimentarlo. Come il Fulltone '69 e come tutti i fuzz al germanio anche il Fuzz Factory non gradisce la presenza di pedali con buffer tra di lui e la chitarra, quindi è consigliabile posizionarlo sempre subito dopo di essa se non si vuole suonare un fuzz veramente marcio e privo di dinamica.
Il Fat Fuzz Factory, come la versione classica, è noto anche per generare un'oscillazione udibile, rappresentata da un fischio la cui intonazione si riesce a gestire tramite l'apertura dei potenziometri. Questa oscillazione viene generata in circa la metà dei settaggi e verrà avvertito ogni volta che ci fermeremo dal suonare e stopperemo le corde della chitarra. Questo fattore può essere molto fastidioso, ma chitarristi del calibro di Matthew Bellamy dei Muse lo hanno reso il loro tratto distintivo, Matt in particolare si è fatto inserire il circuito del pedale direttamente dentro la chitarra! Dai un'ascoltata all'intro della canzone Plug In Baby! La sua ulteriore evoluzione si chiama Fuzz Factory 7 e finalmente in esso è presente la regolazione dei toni, unica differenza dal Fat Fuzz Factory! Vi è però un inconveniente.. il prezzo tre volte superiore!

Trovo il Fat Fuzz Factory un ottimo pedale per poter sperimentare nuove sonorità e sicuramente se ci dedicherai un po' di tempo riuscirai a impostare moltissimi tipi diversi di fuzz da utilizzare in moltissimi pezzi, inoltre il pedale si può tranquillamente utilizzare anche con il basso o con la chitarra accordata un'ottava sotto tramite per esempio il Digitech Drop, in tal modo otterrai il suono di un basso iper distorto, che ormai è diventato uno dei miei suoni preferiti!

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