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Boss

Recensione del pedale Boss LS-2 Line Selector

Voto: 4/5 - Signal Router dalle mille possibilità

Boss LS-2 Line Selector, pedale per gestire due loop di effettiIl Boss LS-2 Line Selector è uno dei pedali Boss più utilizzati, soprattutto dai bassisti, per gestire il percorso del segnale del proprio strumento. Introdotto nel 1991 e ancora in produzione, mette a disposizione due loop di effetti separati e ben 6 diverse modalità di gestione.
Sul pedale troviamo un ingresso Input, un’uscita Output, due Send e due Return. I potenziometri sono tre: due regolano separatamente il livello dei loop A e B, mentre il terzo permette di scegliere la modalità da utilizzare. Due LED, uno rosso e uno verde, indicano quale loop è attivo. L’LS-2 può essere alimentato con una batteria interna da 9 V oppure con un alimentatore PSA da 9 V. La distinzione tra alimentazione a 12 V e a 9 V, di cui parlo nella guida ai vecchi alimentatori Boss, riguarda altri pedali della casa. La scheda tecnica attuale indica per l’LS-2 un assorbimento di 30 mA. Quando è alimentato tramite adattatore esterno, il Line Selector può anche fornire corrente ad altri pedali compatibili attraverso la presa DC Out e un apposito cavo.

Le sei modalità disponibili sono:

  1. A <-> B: alterna i loop A e B. In questa modalità il pedale non passa in bypass: bisogna scegliere uno dei due loop.
  2. A <-> BYPASS: alterna il loop A al segnale diretto, senza passare dagli effetti collegati al loop.
  3. B <-> BYPASS: funziona come la modalità precedente, ma utilizza il loop B.
  4. -> A -> B -> BYPASS ->: a ogni pressione del pedale seleziona, nell’ordine, il loop A, il loop B e il segnale diretto.
  5. -> A + B -> BYPASS ->: alterna il mix dei due loop al segnale diretto. Il livello di ciascun loop si regola con il rispettivo potenziometro.
  6. Output Select: a ogni pressione seleziona una delle tre uscite disponibili: Send A, Send B oppure Output.

Uno dei veri punti di forza dell’LS-2 è la possibilità di cambiare rapidamente modalità tra una canzone e l’altra durante un live. Per esempio, se nella sesta canzone della scaletta mi servono soltanto il loop B e il segnale pulito, posso scegliere la modalità 3. Se nel brano successivo ho bisogno di miscelare i due loop e poi tornare al pulito, passo alla modalità 5. È una libertà notevole quando si usano molti pedali e, se si riesce a trovarlo usato intorno ai 70 euro, lo considero un acquisto particolarmente interessante.
Per un chitarrista, un altro impiego utile è inserire in uno dei loop tutta la sezione overdrive e distorsioni. Personalmente mi è capitato più volte di usare insieme booster, distorsore e compressore e di dover passare al volo a un riff pulito: in quei momenti bisogna quasi saltare sopra i pedalini per spegnerli tutti in tempo. Collegandoli a un loop dell’LS-2 basta invece una sola pressione per escluderli e tornare subito al suono pulito.

Il Boss LS-2 Line Selector si trova spesso nelle pedaliere dei bassisti perché permette di conservare una parte del segnale pulito anche quando si usano distorsori o fuzz, come il Sovtek Big Muff V8 nero, che possono far perdere presenza alle basse frequenze. Miscelando il segnale effettato con quello pulito si mantiene il carattere dell’effetto senza sacrificare la base del suono. La modalità Output Select è molto utile per scegliere tra più amplificatori sul palco. Con -> A -> B -> BYPASS ->, invece, si possono alternare anche tre strumenti collegandoli a Input, Return A e Return B: serve comunque un jack inserito in Input per accendere il pedale, e il livello dello strumento collegato a quell’ingresso non si regola con le manopole A e B.

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Recensione del pedale Boss OD-1 OverDrive

Voto: 3/5 - Buon overdrive vintage, ma niente di più

Boss OD-1 OverDrive vintageIl Boss OD-1 OverDrive è uno dei tre pedali con cui Boss inaugurò nel 1977 la sua celebre serie Compact, insieme al PH-1 Phaser e all'SP-1 Spectrum. È inoltre uno dei pedali che hanno contribuito maggiormente a definire il concetto moderno di overdrive, grazie a un circuito di clipping asimmetrico progettato per riprodurre in maniera più naturale la saturazione di un amplificatore valvolare. Rimasto in produzione fino alla metà degli anni '80, l'OD-1 è diventato negli anni un vero e proprio pezzo da collezione. Molto più recente è invece il Boss OD-1X Overdrive, un overdrive digitale basato sulla tecnologia MDP che porta il concetto di overdrive Boss in una direzione decisamente più moderna.

Il pedale possiede due semplici controlli: Level permette di regolare il volume dell'effetto quando è inserito, mentre Over Drive regola il grado di saturazione del segnale. Manca quindi il potenziometro dei toni, introdotto successivamente e diventato praticamente uno standard nei pedali overdrive e distortion. Questo è uno dei tanti vecchi pedali Boss che per funzionare correttamente richiede il vecchio alimentatore Boss ACA. Si tratta del vecchio sistema di alimentazione utilizzato da Boss, differente dal successivo standard PSA. Esistono comunque diversi sistemi per riuscire ad alimentare correttamente questi vecchi pedali anche con setup moderni, quindi ti consiglio di leggere la guida che ho scritto a riguardo. Il Boss OD-1 OverDrive può inoltre essere alimentato tramite una normale batteria interna da 9 volt.

Considerata la sua importanza storica, oggi l'OD-1 è diventato soprattutto un pedale interessante per collezionisti e appassionati dei vecchi effetti Boss. Detto questo, dal punto di vista puramente sonoro non lo considero un grande overdrive: diversi modelli Boss successivi sono nettamente superiori in termini di versatilità, gestione del suono e qualità complessiva, oltre a essere spesso molto più semplici da reperire e utilizzare.

Boss OD-1X OverDriveL'evoluzione più diretta dell'OD-1 è in realtà il Boss SD1 Super Overdrive, che mantiene il carattere del clipping asimmetrico dell'OD-1 aggiungendo però il fondamentale controllo dei toni. Personalmente adoro l'SD-1 e, proprio grazie alla sua maggiore versatilità, lo considero su un altro piano rispetto al suo predecessore.

Un altro possibile termine di paragone è il Boss OD3 Overdrive, provvisto ovviamente del potenziometro dei toni. Rispetto all'OD-1 possiede più volume in output, un po' più di gain e in generale un carattere più aggressivo. Ho invece evitato un confronto diretto con il Boss OD2 Turbo Overdrive, perché quest'ultimo risulta molto più aggressivo e possiede un carattere differente rispetto alla linea sonora dell'OD-1, pur mantenendo la possibilità di ottenere anche un soft overdrive.

In conclusione, il Boss OD-1 OverDrive è un buon pedale, soprattutto se valutato per la sua importanza storica e per il suo caratteristico sound vintage. Fornisce un overdrive abbastanza soft, dinamico e piacevole, ma niente di più. Oggi esistono sicuramente pedali più completi, versatili e semplici da utilizzare. Personalmente, il fatto che l'OD-1 non possieda un controllo dei toni è una limitazione che non riesco proprio a mandar giù e, proprio per questo, non me la sento di consigliarlo se non a chi cerca espressamente il suo particolare sound o un pezzo storico della produzione Boss.

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Recensione del pedale Boss SG-1 Slow Gear

Voto: 3/5 - Buono swell, molto rapido nel dare volume

Boss SG-1 Slow Gear

Il Boss SG-1 Slow Gear è un pedale fuori produzione molto ricercato, prodotto dal 1979 al 1982. La sua funzione è quella di attenuare l'attacco della nota appena suonata e di farne salire gradualmente il volume in un arco di tempo variabile, creando un effetto simile a quello di un violino: il cosiddetto effetto swell.

Lo Slow Gear possiede due potenziometri: Sens e Attack. Il controllo Sens regola la sensibilità del pedale: impostandolo a valori bassi, lo swell si ottiene solo con pennate forti, mentre non viene applicato a quelle deboli; aumentando il valore, invece, l'effetto si attiva anche con pennate più leggere. Il controllo Attack regola il tempo che il volume impiega a raggiungere il suo massimo livello dopo la pennata. La salita del volume rimane comunque molto rapida anche con Attack al massimo, un limite da considerare se si cercano swell particolarmente lenti.

Il pedale può essere alimentato tramite una batteria interna da 9 volt oppure tramite un alimentatore esterno della serie Boss ACA, con un assorbimento di circa 4 mA.

Per me lo Slow Gear è troppo costoso, quindi ne consiglio l'acquisto solo a chi lo desidera per collezionismo, più che per inserirlo in pedaliera: con l'utilizzo potrebbe usurarsi o danneggiarsi e perdere valore. Se è tua intenzione utilizzare questo effetto in pedaliera, dai un'occhiata al Mooer Slow Engine, in pratica un clone del Boss SG-1 Slow Gear, molto compatto, con gli stessi controlli dell'originale ma con tempi di swell più lunghi.

Un altro pedale che incorpora questo effetto è lo Strymon TimeLine, di cui parlo anche nell'articolo dedicato alla mia pedaliera: la sua modalità Swell combina l'aumento graduale del volume con le ripetizioni del delay.
Un altro metodo per ottenere questo effetto è inserire un semplice pedale di volume tra chitarra e amplificatore e portarlo dal volume minimo al massimo dopo ogni pennata, eseguendo manualmente il lavoro dello Slow Gear.

Quando si utilizza un pedale con effetto swell, può essere utile posizionare un compressore o un overdrive prima di esso per avere un segnale più sostenuto durante l'esecuzione. La regolazione della sensibilità va poi adattata al livello del segnale in ingresso. Io utilizzo un booster.

Lo swell è un effetto molto bello e importante nel mio sound: crea atmosfera e solitamente non viene molto sfruttato. A me piace utilizzarlo per aggiungere un alone di mistero alle canzoni, oppure per creare delle intro a regola d'arte!

voto 3, swell

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Recensione del distorsore Boss HM-3 Hyper Metal

Voto: 2/5 - Distorsione metal limitata unicamente a questo genere musicale.

Boss HM-3 Hyper Metal distorsore per chitarraIl Boss HM-3 Hyper Metal è una distorsione high gain orientata verso il suono metal, proprio come suggerisce il nome. Il pedale è stato immesso sul mercato nel 1993 ed è rimasto in produzione fino al 1998. Possiede quattro potenziometri: Level, che regola il volume generale della distorsione; Color Mix Low, per regolare le frequenze medio-basse; Color Mix High, per regolare le frequenze medio-alte; e Dist, che regola la quantità di distorsione. Può essere alimentato tramite batteria interna da 9 V oppure tramite alimentatore esterno Boss PSA da 9 V, con un assorbimento di 12 mA.
Questo genere di distorsioni non mi ha mai convinto molto a causa della loro naturale spinta verso le frequenze alte: non si riescono infatti a regolare i toni in maniera soddisfacente per poter utilizzare il pedale in generi diversi dal metal. Se si utilizza una chitarra accordata in Do, le frequenze diventano un po' più gestibili, ma comunque non si riesce realmente a uscire da quel tipo di sonorità. Il suo suono rappresenta abbastanza bene la tipica distorsione che si può ascoltare in molti album Black Metal, Death Metal, Gothic, Power e generi simili.
Dal vivo, inoltre, questo tipo di distorsione fatica a bucare il mix in maniera accettabile e tende a essere sommersa soprattutto dalla batteria, a meno di non eccedere con il livello del volume. Avendo iniziato il mio percorso chitarristico proprio con un pedale simile, ho avuto grandissimi problemi a far sentire il mio strumento durante i primi live con i miei amici, fino a quando non ho deciso di acquistare il mitico Boss SD1 Super Overdrive, che per sua natura produce una saturazione molto più morbida e di tutt'altro genere.

Il Boss Hyper Metal non ha avuto una vita particolarmente longeva: la sua produzione è terminata nel 1998, mentre il Boss MT-2 Metal Zone, arrivato sul mercato poco prima dell'HM-3, è rimasto in produzione. Rispetto al Metal Zone, l'Hyper Metal è a mio parere un po' meno zanzaroso e leggermente più presente sulle basse frequenze, caratteristiche che me lo fanno preferire e che lo rendono, seppure di poco, più "versatile".
Se sei un musicista metal ti consiglio comunque di provarlo, soprattutto se cerchi una distorsione aggressiva e tipicamente anni '90. Essendo fuori produzione bisogna naturalmente cercarlo sul mercato dell'usato e, rispetto a qualche anno fa, le quotazioni sono salite parecchio. In alternativa puoi provare un Metal Zone in un negozio di musica tenendo presenti le differenze che ho appena descritto. Se invece cerchi qualcosa di meno devastante e più sfruttabile in generi differenti, ti consiglio di leggere il mio articolo relativo a le migliori distorsioni per chitarra.

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Recensione del Boss VB-2W Vibrato Waza Craft

Voto: 4/5 - Effetto non molto utilizzato ma di qualità

Boss VB-2W Vibrato Waza CraftIl Boss VB-2W è la riedizione del celebre Boss VB-2 Vibrato, prodotto negli anni '80 e oggi molto ricercato e costoso. Per fortuna Boss, grazie alla serie Waza Craft, sta riportando sul mercato alcuni di quei pedali vintage che, a modo loro, hanno contribuito a fare la storia della musica negli ultimi decenni.

Il VB-2W possiede quattro controlli e, per spiegare meglio il funzionamento di almeno tre di essi, paragonerò l'effetto all'utilizzo della leva fisica collegata ai ponti mobili di alcune chitarre. Il vibrato, alla fine, non è altro che un effetto simile, ma tramite il pedale abbiamo maggiori possibilità di personalizzazione e una resa sonora differente.
Il potenziometro Rate permette di regolare la velocità della modulazione del vibrato, paragonabile alla velocità con cui muoveremmo la leva di un ponte mobile. Il potenziometro Depth regola invece l'intensità della modulazione, ovvero quanto profondamente spingeremmo e tireremmo la leva. Il potenziometro Rise Time stabilisce il tempo necessario affinché, una volta attivato il pedale, il vibrato raggiunga l'intensità massima impostata: è come iniziare a muovere lentamente la leva per poi aumentare progressivamente fino al valore desiderato.
L'ultimo controllo è uno switch a tre posizioni con funzioni particolari. In posizione Latch il pedale funziona esattamente come siamo abituati: premendo lo switch l'effetto viene attivato o disattivato. In posizione Bypass il segnale della chitarra evita il circuito dell'effetto, con un funzionamento simile a quello che oggi definiremmo true bypass, escludendo quindi anche il buffer interno Boss. Una funzione probabilmente pensata, all'epoca, per permettere di escludere completamente il pedale dalla catena quando il vibrato non era necessario. Infine, la posizione UnLatch mantiene il vibrato attivo solamente mentre si tiene premuto il pedale: non appena si solleva il piede, l'effetto viene disattivato. In questo caso è molto importante impostare correttamente il Rise Time, altrimenti il vibrato potrebbe entrare troppo lentamente e non riuscire a raggiungere la sua intensità massima prima di essere nuovamente disattivato.

Questa nuova versione del VB-2 presenta uno switch a due posizioni che il pedale originale non possedeva: la posizione "S" (Standard) riproduce il carattere del vecchio pedale, molto soft, mentre la posizione "C" (Custom) rende il vibrato molto più presente, penetrante e moderno. Rispetto all'originale, il VB-2W possiede anche un ulteriore ingresso jack vicino a quello della chitarra, denominato Depth: collegandovi un pedale di espressione possiamo controllare questa funzione in tempo reale, senza doverci chinare per regolare manualmente l'omonimo potenziometro!
Il pedale può essere alimentato tramite una batteria interna da 9 volt oppure attraverso un alimentatore esterno, sempre da 9 volt, e ha un assorbimento di 35 mA. L'originale ne assorbiva solamente 8,5, ma si tratta di un piccolo dettaglio perché anche 35 mA sono veramente pochi.

behringer uv300 ultra vibrato 350I pedali Waza Craft non sono certamente economici: nel 2019 il prezzo del VB-2W si aggira intorno ai 200 euro, anche se sul mercato dell'usato ogni tanto è possibile fare qualche buon affare. Il VB-2 originale, invece, si riesce a reperire usato dai 200 euro in su. In commercio esiste però un clone veramente fedele e decisamente economico: il Behringer UV300 Ultra Vibrato. Solitamente non consiglio l'acquisto dei pedali Behringer perché non mi piacciono particolarmente e sono famosi per avere un preamplificatore piuttosto scadente. Nel caso del Vibrato, però, confrontando direttamente i due pedali posso affermare che gli effetti risultano praticamente identici e quasi impossibili da distinguere in un test al buio. L'Ultra Vibrato, essendo un clone del pedale Boss originale, non presenta il selettore a due vie S - C e nemmeno l'ingresso jack per collegare un pedale di espressione, ma a mio parere non si tratta di una grande mancanza considerando il prezzo di poche decine di euro. Ovviamente il Behringer è costruito in plastica e fisicamente risulta molto più delicato.
Un'altra alternativa, leggermente più costosa, è il Mooer Mod Factory, che incorpora diversi tipi di modulazione, tra cui l'effetto vibrato, anche se devo ammettere che continuo a preferire di gran lunga uno degli altri due.

Il Boss Vibrato è un pedale veramente piacevole da utilizzare: alla chitarra aggiunge quel velo di qualità capace di valorizzare notevolmente gli arpeggi ed enfatizzare le armonie. Ovviamente non è un effetto da utilizzare in continuazione, perché alla lunga potrebbe diventare invadente. Accoppiato al Boss DD-7 Digital Delay o al suo fratello minore DD-3, la resa sonora migliora ulteriormente.

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Recensione del pedale Boss OC-2 Octave

Voto: 3/5 - Buon generatore di ottave basse, analogico

boss oc2 octave 350

Il Boss OC-2 Octave, come suggerisce il nome, è un pedale che genera ottave basse delle note che si stanno suonando. Il pedale è stato immesso sul mercato nel 1982 ed è rimasto in produzione per oltre vent'anni. Possiede tre potenziometri: OCT 2 per regolare il volume della nota generata due ottave sotto quella originale, OCT 1 per regolare il volume di quella generata un'ottava sotto e Direct Level per regolare il volume della nota non effettata. Il Boss OC-2 Octave è un octaver analogico con tracking monofonico, quindi bisogna utilizzarlo principalmente con note singole, altrimenti può generare suoni poco definiti e imprevedibili. Per migliorare la sua resa è consigliabile utilizzare il pickup al manico del proprio strumento e prestare particolare attenzione alla pulizia dell'esecuzione. Gli esemplari prodotti prima dell'agosto 1997 possono richiedere il vecchio alimentatore Boss ACA, mentre quelli successivi sono compatibili con i classici alimentatori Boss PSA a 9V. Entrambe le versioni possono ovviamente essere alimentate tramite batteria interna da 9V.

Il Boss OC-2 è fuori produzione ed è stato sostituito nel 2003 dal Boss OC-3 Super Octave, realizzato con tecnologia digitale; a sua volta, l'OC-3 è stato sostituito nel 2020 dal Boss OC-5. Nonostante l'età, l'OC-2 è ancora oggi molto ricercato e nel tempo è diventato un vero punto di riferimento per i bassisti, molti dei quali continuano a preferire il suo caratteristico suono analogico a quello di octaver digitali più moderni come il Micro POG o il POG 2. Le prime versioni, prodotte nei primi anni '80, presentano la scritta "Octaver" anziché "Octave" e sono oggi particolarmente rare e ricercate dai collezionisti. Nel corso della lunga produzione dell'OC-2 ci sono state alcune revisioni nella componentistica, ma il caratteristico comportamento e la sonorità del pedale sono rimasti sostanzialmente quelli che lo hanno reso famoso.
Buon pedale, la cui chiarezza e precisione nel creare le ottave dipendono molto anche dall'abilità e dalla pulizia nell'esecuzione del musicista. Tra i suoi utilizzatori più convinti troviamo il bassista dei Muse Chris Wolstenholme, che utilizza l'OC-2 fin dai primi anni della band.

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Recensione del pedale Boss CH-1 Super Chorus

Voto: 3/5 - Chorus essenziale ma di qualità.

Boss CH-1 Super ChorusIl Boss CH-1 Super Chorus è uno degli effetti più famosi della Boss, nonché uno dei chorus più apprezzati e utilizzati di sempre. Prodotto a partire dal 1989 e tutt'oggi in produzione, deve la sua fama alla sua semplicità d'uso e alla qualità sonora. Possiede quattro potenziometri: E.Level regola il livello di miscelazione tra il suono pulito e quello effettato; EQ permette di regolare il tono del chorus; Rate controlla la velocità della modulazione e Depth ne regola la profondità. Il Super Chorus possiede inoltre due uscite jack, che permettono di ottenere un ottimo effetto stereo collegandolo a due diversi amplificatori.
Gli esemplari prodotti prima del 1997 devono essere alimentati tramite alimentatore esterno a 12 volt, mentre quelli prodotti successivamente possono essere collegati a un classico alimentatore PSA a 9 volt. L'assorbimento varia a seconda della revisione del pedale, mentre gli esemplari attualmente in produzione richiedono 55 mA. Entrambe le versioni possono ovviamente essere alimentate tramite batteria interna a 9 V.

Non sono un grande amante dell'effetto chorus, ma devo dire che con il Super Chorus mi sono divertito molto: è semplicissimo da usare e possiede un suono caldo, trasparente e poco rumoroso. Grazie a queste caratteristiche riesce a lavorare tranquillamente anche con il basso e con le tastiere. Tramite le sue regolazioni si può passare da un chorus appena percettibile fino ad arrivare a una modulazione molto marcata e impossibile da non notare. Da non sottovalutare anche la possibilità di utilizzare le due uscite jack per ottenere un vero effetto stereo.
Devo ammettere che, dopo aver utilizzato per un po' questo pedale, mi è venuta voglia di inserirlo in pedaliera! Quando l'ho provato con una Stratocaster ho riconosciuto subito un sound quasi identico a quello che aveva John Frusciante in alcuni brani dei Red Hot Chili Peppers: una figata! Inoltre, molti consigliano di acquistare questa versione al posto del più recente Boss CE5 Chorus Ensemble, considerato generalmente più freddo a livello sonoro.

In conclusione mi sento di consigliare il Super Chorus sicuramente agli amanti di questo tipo di modulazione, ma anche a chi vuole iniziare a inserire il chorus nei propri pezzi senza spendere troppo e senza rinunciare alla qualità. Sul mercato dell'usato si riesce generalmente a trovare tra i 50 e i 100 euro, a seconda dell'età, della versione e delle condizioni.

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Recensione del pedale Boss DS-1 Distortion

Voto: 2/5 - Una distorsione molto fredda

Pedale Boss DS-1 Distortion

Il Boss DS-1 Distortion è uno dei primi pedali creati dall'azienda Boss e uno dei distorsori più conosciuti al mondo. I controlli sono le tre classiche manopole di un distorsore: Level regola il volume generale dell'effetto, Tone interviene sull'equalizzazione e Dist controlla l'intensità della distorsione.
Il pedale è stato immesso sul mercato nel 1978 ed è ancora in produzione! Per l'alimentazione dei vecchi esemplari bisogna verificare se sull'etichetta è indicato un alimentatore ACA oppure PSA: quelli con specifiche ACA richiedono alcune accortezze, spiegate nella mia guida agli alimentatori Boss ACA e PSA. Le versioni PSA possono invece essere collegate a un classico alimentatore stabilizzato a 9V DC con negativo al centro; per il modello attuale Boss dichiara un assorbimento di 10 mA. Entrambe le tipologie possono essere alimentate tramite batteria interna a 9V.

Possiedo una versione moderna di questo pedale e trovo la sua distorsione molto fredda e poco dinamica, ruvida e poco ricca armonicamente alle mie orecchie... insomma, non mi piace per niente. Su internet mi è capitato di leggere opinioni di persone innamorate del DS-1 e di altre che invece esaltano le vecchie edizioni, criticando quelle più recenti. Non ho mai avuto occasione di provare i vecchi modelli, ma mi sento di sconsigliare la versione che ho provato, soprattutto se si cerca una distorsione capace di dare espressione e spessore ai fraseggi di chitarra.
Per il suono che cerco preferisco sicuramente altri pedali: restando in casa Boss consiglio il Boss SD-2 Dual Overdrive, mentre tra le altre marche il Fulltone OCD oppure il ProCo Rat Vintage Reissue.

Nel 2014 Boss ha introdotto il DS-1X Distortion, un distorsore digitale basato sulla tecnologia MDP: un modello distinto dal DS-1, progettato per offrire una risposta più articolata alla dinamica e al registro delle note suonate. Nel 2022 è arrivato anche il DS-1W Waza Craft, che mantiene un circuito analogico e propone due modalità, Standard e Custom, con quest'ultima caratterizzata da un suono più corposo e da una maggiore presenza sulle medie frequenze. Il voto di questa recensione riguarda comunque il DS-1 standard che possiedo.
C'è anche da dire che il DS-1 è molto diffuso sul mercato dell'usato: trovandolo a un buon prezzo, si potrebbe fare la pazzia di acquistarlo anche solo per provarlo ed eventualmente rivenderlo se non dovesse convincere.

Sono rimasto scioccato quando ho scoperto che il Boss DS-1 e il Boss DS-2 Turbo Distortion sono stati tra i distorsori principali utilizzati da John Frusciante, chitarrista dei Red Hot Chili Peppers. Ancora oggi mi chiedo come sia possibile, ma come si sa, i gusti sono gusti.

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Recensione del pedale Boss OD-2 Turbo Overdrive

Voto: 3/5 - Buon overdrive, versatile e caratteristico

Boss OD-2 Turbo Overdrive

Il Boss OD-2 Turbo Overdrive è un overdrive che possiede un suono molto versatile e caratteristico. Immesso sul mercato nel 1985 e rimasto in produzione fino al 1994, permette di passare da un overdrive leggero a una saturazione decisamente più aggressiva grazie alla modalità Turbo. È proprio questa doppia possibilità a renderlo interessante: nello stesso pedale troviamo sonorità adatte ad accompagnamenti poco distorti e altre che si avvicinano a una vera e propria distorsione.

Sul pannello troviamo quattro manopole, di cui tre dedicate ai classici controlli di un overdrive: Level regola il volume generale del segnale quando l'effetto è inserito; Tone permette di regolare l'equalizzazione, rendendo il suono più scuro o più brillante; Drive controlla la quantità di saturazione aggiunta al nostro segnale. La quarta manopola, denominata Turbo, è invece un selettore On/Off che permette di attivare la modalità più aggressiva del pedale. Il suo intervento non va quindi inteso come un semplice aumento di volume: serve soprattutto a ottenere una saturazione più spinta, ampliando le possibilità offerte dal controllo Drive.

Esiste anche una seconda versione, chiamata Boss OD-2R Turbo Overdrive, prodotta dal 1994 al 1999, dove la R sta per Remote. Questa versione possiede un ingresso jack aggiuntivo a cui collegare un footswitch esterno di tipo latching, cioè a commutazione stabile, come il Boss FS-5L, per attivare e disattivare il Turbo con il piede. È una differenza pratica importante se vogliamo alternare le due modalità durante un brano: sull'OD-2 originale bisogna intervenire sulla manopola, mentre il normale interruttore del pedale serve soltanto ad attivare o disattivare l'effetto. I controlli Level, Tone e Drive rimangono comunque condivisi tra le due modalità, quindi non possiamo impostare due suoni con regolazioni completamente indipendenti.

Per quanto riguarda l'alimentazione, il Boss OD-2 Turbo Overdrive può funzionare con una batteria interna a 9 volt e ha un assorbimento dichiarato di 10 mA. Per l'alimentazione esterna è invece previsto il vecchio alimentatore Boss ACA, da non confondere con il successivo PSA. Non preoccuparti, però, perché esistono diverse soluzioni per utilizzare correttamente questi vecchi pedali anche senza l'alimentatore originale: trovi tutti i dettagli nella mia guida sull'alimentatore Boss ACA e sulle differenze con il PSA. Il Boss OD-2R utilizza invece una batteria a 9 volt oppure un alimentatore Boss PSA o equivalente stabilizzato a 9 volt DC, con negativo centrale, e ha un assorbimento dichiarato di 16 mA.

Il Boss OD-2 è un overdrive dal suono molto gradevole, a tratti simile al Boss OD-3 Overdrive, ma in base a come si regola il controllo Drive si riescono a ottenere sonorità molto differenti, dall'overdrive soft a quello molto aggressivo. Con il Turbo disattivato possiamo sfruttare il pedale per aggiungere un po' di grinta al suono senza spingerci subito verso una distorsione marcata, aumentando poi il Drive in base alla quantità di saturazione che ci serve.

Il suo punto di forza rimane però l'opzione Turbo, che rende il suono ancora più aggressivo e ricco di armoniche: una vera e propria distorsione, molto gradevole e in grado di accontentare il gusto di molti chitarristi. Con il Drive impostato al massimo riusciremo a raggiungere sonorità hard rock, ma vale la pena provare il Turbo anche con regolazioni meno estreme, senza considerarlo soltanto una modalità da utilizzare con tutto il gain disponibile. Il controllo Tone permette poi di adattare la brillantezza del suono alla chitarra e all'amplificatore utilizzati.

Ho inserito il Boss OD-2 in pedaliera per qualche tempo, ma poi ho deciso di toglierlo perché avevo già overdrive e distorsioni a sufficienza. Rimane un pedale interessante per chi cerca entrambe queste sonorità in un unico effetto, con controlli semplici e un carattere riconoscibile. Consigliato se stai cercando un overdrive o una distorsione versatile, soprattutto se riesci a trovare un esemplare usato a un buon prezzo!

overdrive, voto 3

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Recensione del pedale Boss ODB-3 Bass OverDrive

Voto: 4/5 - Overdrive per basso molto versatile!

Boss ODB-3 Bass OverDrive

Il Boss ODB-3 Bass OverDrive è un overdrive creato appositamente per il basso, ma tranquillamente utilizzabile anche con la chitarra. Immesso sul mercato nel 1994 e tuttora in produzione, è uno dei modelli più conosciuti tra i pedali di distorsione per basso. Possiede quattro gruppi di controlli: Level regola il volume generale dell'effetto; EQ è suddiviso in due potenziometri concentrici, dedicati rispettivamente alle frequenze alte e basse; Balance permette di miscelare il segnale pulito con quello distorto; Gain controlla la quantità di saturazione. Il pedale può essere alimentato tramite batteria interna a 9 V oppure con un alimentatore Boss PSA o equivalente stabilizzato a 9 V, con polarità negativa al centro. L'assorbimento varia da 15 a 20 mA secondo il periodo di produzione.

Il Boss ODB-3 è veramente molto dinamico e versatile e non si limita a essere un overdrive: portando il Gain a livelli alti è capace di trasformare il suono in una vera e propria distorsione, aggressiva e ricca di grinta. Con regolazioni più contenute si possono ottenere suoni meno saturi, mentre aumentando il guadagno il carattere del pedale diventa decisamente più ruvido. Il nome Bass OverDrive, quindi, non deve far pensare a un effetto capace soltanto di aggiungere una leggera increspatura al suono: qui c'è distorsione in abbondanza!

Uno dei suoi punti di forza è l'equalizzazione separata per bassi e alti, che offre molta più libertà rispetto a un semplice controllo di tono. Si può intervenire sul corpo del suono con il controllo delle basse frequenze e regolare il mordente della distorsione con quello delle alte. Quest'ultimo merita un po' di attenzione: aumentando molto gli alti, soprattutto con il Gain elevato, il suono può diventare parecchio tagliente. Abbassandoli si riesce invece ad ammorbidire la distorsione senza dover necessariamente rinunciare alla saturazione. L'ampia possibilità di regolazione dell'equalizzazione consente di adattare il pedale anche alla chitarra.

Il tutto viene completato dal controllo Balance, che sul basso è particolarmente utile. Miscelare il segnale pulito con quello processato permette di mantenere il corpo e la definizione delle note, aggiungendo allo stesso tempo tutta l'aggressività della distorsione. Non serve quindi utilizzare sempre un suono completamente distorto: una parte di segnale pulito può aiutare il basso a rimanere presente e riconoscibile anche con una saturazione importante. È proprio la combinazione di Gain, equalizzazione e Balance a permettere di ottenere moltissime sfumature e a rendere questo pedale così versatile.

Con il basso trova ovviamente la sua massima espressione: è una bomba e può essere considerato una validissima alternativa al famoso Human Gear Animato, distorsore ben più costoso e di cui esistono pochi cloni. Il confronto riguarda la possibilità di ottenere un basso molto aggressivo: l'ODB-3 ha comunque il proprio carattere e offre una notevole libertà nel personalizzare il risultato. Non posso fare a meno di consigliarlo a tutti i bassisti che stanno cercando un overdrive dalle mille possibilità, capace di spingersi anche verso distorsioni decisamente più cattive!

overdrive, voto 4

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